La parete sud
è ricca di alcuni brani intensissimi e problematici, quali
il patetico Compianto sul Cristo deposto tra i santi Rocco e Sebastiano,
il Cristo flagellato e la figura isolata di San Rocco, opere tutte
del primo Cinquecento, di alta qualità pittorica, per le quali
dagli studiosi furono proposti i nomi di Vincenzo Civerchio (lascrizione
più ricorrente), di Girolamo Romanino, di Francesco Prata da
Caravaggio, e, recentemente, del Moretto giovane, con proposte anche
al Bramantino, al Boccaccino e ad Altobello Melone.
In tutti gli innumerevoli
affreschi votivi che ricoprono i muri della chiesa, si scorgono stili
e tendenze diverse, con salti evidenti di qualità, ma prevalentemente
legati alla cultura della città e del contado. Raccontano,
con varietà daccenti, di raccolte devozioni private,
di miracoli implorati ed ottenuti, dai singoli e dalla comunità,
come quellaffresco che orna la parete sinistra
del presbiterio, con i Santi Girolamo, Tommaso vescovo e Antonio da
Padova, questultimo in atto di allontanare dei soldati armati,
sotto cui campeggia la scritta MARANI E TODESCHI, cioè spagnoli
e tedeschi, invasori temibili quando calarono sulla città nel
1516, probabilmente non risparmiando nemmeno il contado di Nave, che
certamente non poteva vantare una posizione appartata e fuori dagli
avvenimenti.
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